Editorialisti

03 Dicembre 2018

Guardiamo avanti, con ottimismo

share Stefano Radice

Volenti o nolenti le Giornate Professionali di Sorrento sono da sempre un passaggio cruciale per il mercato. Si chiude una stagione, con i suoi inevitabili momenti di bilancio, e se ne apre un’altra che porta con sé, spesso, sogni e aspirazioni di crescita. Quasi archiviato un 2018 con tante difficoltà, ci apriamo quindi a un nuovo anno che ci fa essere ottimisti.
Finalmente i prossimi dodici mesi saranno quelli del decollo della stagione estiva con la presentazione, proprio a Sorrento, del tanto atteso piano triennale che vedrà la partecipazione di tutte le major con i loro principali blockbuster proposti da giugno ad agosto, in linea con gli altri mercati internazionali. Universal e Warner, così, non saranno più sole in quella fase cruciale dell’anno; si affianca Disney con Toy Story 4, posizionato il 27 giugno. Si attendono annunci anche da parte dei distributori italiani che potranno prendere parte al progetto con i loro film indipendenti internazionali e, speriamo, anche italiani.
Il 2019 dovrebbe essere anche l’anno del rilancio per box office e presenze. Si dovrebbe tornare a salire oltre quota 100 milioni di biglietti venduti, soglia minima per un mercato che ambisce ad essere protagonista in Europa. Sono diversi, infatti, i potenziali blockbuster in uscita e, sfogliando i listini, sarà molto interessante anche la proposta italiana con la nostra cinematografia che potrebbe chiudere la prossima stagione oltre il 22% di mercato raggiunto quest’anno al momento di andare in stampa.
Per rimanere sul cinema italiano, auspichiamo che i David di Donatello – il più importante riconoscimento alla nostra cinematografia, che promette di cambiare radicalmente come auspicato spesso dalle colonne di questo giornale – diventi l’occasione perché gli sia abbinata un’iniziativa promozionale (una festa del cinema?), che lanci il grande schermo e che veda il coinvolgimento di associazioni e istituzioni, oltreché la partecipazione dell’industria. Una forte campagna sarà indispensabile anche per lanciare la stagione estiva.
Infine, una parola sulle window. Se ne è parlato molto in questi mesi, soprattutto dopo le tensioni sollevate dalla contemporanea sala-Netflix di Sulla mia pelle. Ferma restando l’importanza delle finestre tra uscita al cinema e sfruttamenti successivi di un film, riteniamo che siano maturi i tempi per impostare window inferiori ai 105 giorni per quei titoli che non ottengono particolari riconoscimenti al cinema e che vengono, per questo, smontati velocemente. Lo avevamo auspicato nell’editoriale dopo Venezia e sarà così per i film italiani, come previsto dal decreto Bonisoli (ma era proprio necessario l’intervento del Mibac visto che tutte le associazioni erano d’accordo?). Crediamo che il 2019 sarà l’anno giusto per avere risposte su questi temi. A tutto vantaggio dell’intero mercato.